Allarme termiti. Alcuni gioielli del patrimonio culturale italiano divorati in silenzio

Comunicato stampa

Anticimex mette in guardia sul fenomeno delle termiti “affamate di cultura” : ecco cosa fare

Milano, 19 marzo 2015 – L'arte è immortale e sfugge al tempo, ma non alle termiti che la "amano" a tal punto da “divorarla”. Statue, altari, dipinti, libri e collezioni museali, ma anche tetti, pareti, pavimenti e fondamenta di edifici; sono davvero numerosi i capolavori del patrimonio artistico italiano a rischio invasione. Un problema - come rileva Anticimex – che non può essere sottovalutato alla luce delle centinaia di opere d'interesse artistico e storico che nel corso degli anni sono state attaccate, rovinate e in parte distrutte dalle termiti. Dalla Chiesa di San Pantaleo a Macomer, in provincia di Nuoro, le cui parti in legno sono state praticamente rase al suolo, al Borgo Franceschino a Trieste, fino all'Annunziata di Antonello da Messina conservata a Palermo e all'archivio di Stato a Napoli, la lista del patrimonio artistico vittima delle termiti sarebbe interminabile.

"Il fenomeno delle termiti e la loro portata distruttiva - precisa Dino Gramellini, Direttore Tecnico di Anticimex - sono ancora poco conosciuti o, se vogliamo, troppo sottovalutati in rapporto ai monumenti di interesse storico e artistico che questi insetti sono soliti attaccare. In Italia abbiamo cinque specie di termiti che negli ultimi anni hanno fatto la loro comparsa anche al nord, estendendo un problema che fino a qualche tempo fa riguardava, per motivi climatici, principalmente la parte meridionale della nostra Penisola.”

In particolare, le opere a rischio, essendo le termiti insetti divoratori di legno, sono quelle contenenti materiali cellulosici come carta e tessuti, quindi tutto ciò che riguarda archivi, biblioteche e musei. Per questo motivo, in diverse occasioni, il loro insediamento nelle strutture lignee ha provocato gravissimi danni ai tetti e ai soffitti degli edifici com’è stato, ad esempio, nel caso del Duomo di Monreale a Palermo o del Palazzo del Campidoglio a Roma.

Come impedire quindi quest'opera di cancellazione della storia e dell'arte? Ogni monumento, opera artistica, o biblioteca deve essere considerato un caso a sé in quanto le termiti vivono nelle zone non a vista e raramente vengono a contatto con l'esterno. "Per questo, pur non essendoci norme applicabili a ogni situazione - sottolinea la professoressa Elisabetta Chiappini, Direttore del Centro per la protezione dei beni culturali dagli organismi dannosi dell’Università Cattolica di Piacenza - a livello preventivo, almeno nel caso di archivi e biblioteche, è importante movimentare il più possibile il materiale e comunque cercare di non lasciare gli ambienti non visitati per lungo tempo. Tra le operazioni più semplici ma efficaci c'è sicuramente quella far girare l'aria e rendere questi luoghi il meno ospitali possibile per le termiti che amano il buio, l’assenza di correnti e l'umidità. Al tempo stesso, risulta fondamentale saper leggere alcune tracce indirette come la presenza di gallerie artificiali, di cedimenti delle superfici, o di granuli (deiezioni) che fuoriescono da qualche fessura del materiale.”

“Per chi, quindi, si occupa della conservazione di materiali di questo tipo – prosegue Elisabetta Chiappini - il consiglio è quello di monitorare frequentemente i luoghi potenzialmente critici per notare quel qualcosa di diverso che può far pensare appunto a un attacco termitico. Per questo motivo risulta di fondamentale importanza la formazione del personale che quotidianamente è a contatto con questi luoghi. Saper riconoscere subito i segnali della presenza di questi insetti può fare sicuramente la differenza in positivo".

Non sempre però una corretta prevenzione può mettere al riparo dall'arrivo delle colonie di termiti, definite superorganismi proprio per la loro straordinaria organizzazione. Cosa fare quindi in caso d'infestazione? "Una volta individuato il problema - è bene agire con molta rapidità in quanto le termiti attaccano le strutture solamente dall'interno, rispettando la superficie esterna di travi e tavole. Per questa ragione, nel momento in cui viene individuata un'infestazione la struttura potrebbe essere già compromessa. E' bene quindi non tentare soluzioni "fai da te" che potrebbero solo aggravare la situazione e rivolgersi ad un personale specializzato, in grado di risolvere definitivamente il problema e in tempi brevi."

Per maggiori informazioni:

  • Referente Ufficio Tecnico Anticimex Srl
  • Dott.ssa Valeria Paradiso
  • Tel. 028934601

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